Il Monte Selvapiana da Gavardo

Si segue la variante al sentiero 504 del CAI. I cartelli del Comune e del CAI di Gavardo lo segnalano in 2 ore, ma con un discreto allenamento il tempo può addirittura essere quasi dimezzato semplicemente camminando con un buon passo. La partenza è dal piccolo parcheggio a Quarena (località della frazione Sopraponte a Gavardo; ci si arriva percorrendo la strada che porta a Monte Magno). Si parte da 316 mslm. Subito si affiancano delle piccole grotte naturali (sulla sinistra del sentiero) che una volta servivano da rifugio per animali e materiali. Si parte scaldandosi per circa 5-10 minuti con una agevole mulattiera, che porta sulla strada asfaltata, da percorrere per circa 300 metri. Sulla curva poi, si prende il ripido sentiero che sale nel bosco. Qui inizia la salita diretta e che non lascia mai tregua. Il sentiero è tutto sottobosco, bello e agevole ma con una forte pendenza. Si passa dal "Rocol dei tre matt" a 710 m. (siamo a circa due terzi della salita), dopo il quale ci si immette sulla stradina che arriva da Selvapiana. Si prosegue sempre in salita seguendo i tradizionali segni bianco/rossi del CAI. Si passa da una pozza d'acqua quasi prosciugata ma incantevole e si arriva alle Case Mora (911 m). A questo punto si può prendere il sentiero 504 che viene da Monte Magno (e che passa anche per la grossa croce), oppure proseguire per il punto più alto del monte: i ripetitori e le antenne a 966 m. una volta arrivati al punto più alto il sentiero può continuare sempre in cresta e arrivare al santuario Madonna della Neve (siamo ormai sopra Prandaglio, caratteristica frazione montana di Villanuova s/C), che si raggiunge in circa 10/15 minuti, e per il quale bisogna prima scendere di circa 70/80 metri e poi salire leggermente. Il Santuario (circondato da bellissime piante e panchine), è ancora inagibile dopo il terremoto del novembre 2004. La vista che si ammira (quando si trova qualche buco tra i boschi e le piante che coprono il panorama), spazia dalla pianura e dalle colline della zona del Marmo (monti di Rezzato, Mazzano, Nuvolera, Nuvolento, Serle, Paitone e Prevalle), fino al basso Garda e agli Appennini nei giorni tersi e limpidi. Dal lato opposto si possono vedere i monti della bassa Valsabbia e la Conca d'Oro (il paese sotto è Odolo). Si distinguono molto bene lo Zingla, lo Spino ed il Pizzocolo. Tutto il tragitto andata e ritorno, contando delle piccole soste può tranquillamente essere fatto in circa 3 ore, con un dislivello in salita di più di 700 metri (se si va anche al santuario, altrimenti fino alle antenne sono 650 metri giusti).